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ADOLESCENTI E CRIMINALITA'

A cura di Massimo Blanco
criminologo e sociologo

L'adolescenza è una fase delicata nella quale un soggetto si trova ad affrontare situazioni molto particolari di natura fisica e psichica.
Mentre la preadolescenza (12-15 anni) è la fase nella quale l'individuo comincia a subire le modifiche somatiche e psicologiche e a perdere le caratteristiche dell'infanzia, nell'adolescenza le fondamentali trasformazioni sono già avvenute. Le tempeste ormonali la fanno da padrone a livello sessuale, il pensiero ha maturato le forme logiche, l'egocentrismo dell'infanzia è superato.
Queste nuove strutture sono però appena abbozzate ed hanno ancora bisogno di essere consolidate. Ciò avviene nell'arco di tempo che va, approssimativamente, dai 15 ai 18 anni anche se recentissimi studi hanno portato a separare l'adolescenza fisica da quella psicologica.
In pratica, se fisicamente ci troviamo di fronte ad un diciottenne con caratteristiche somatiche da uomo o donna adulti, dal punto di vista psicologico l'adolescenza permane per qualche altro anno e il superamento della fase dipende da fattori legati al contesto sociale, come il rapporto con la famiglia e ad altre cause che "frenano il passo" verso la condizione adulta.
Nell'adolescenza si vive un momento della vita nel quale si è portati a fantasticare su una grande quantità di elementi sociali, politici, etici non reali ma logicamente realizzabili.
Nell'adolescente vi è un egocentrismo dato dalla tendenza a rinchiudersi in un mondo fantastico, che lo può portare a grandi mete, ma anche ad aspre delusioni.
Il sentimento della socialità inizia verso i 15 o 16 anni e orienta il soggetto a rapporti diversi con i propri coetanei, cercando forme di amicizia rette dalla condivisione di ideali.
Un fenomeno caratteristico dell'adolescenza, è quello della solidarietà con i coetanei, sia nelle circostanze in cui uno ha bisogno dell'altro fino a portare a vere e proprie
complicità delittuose, sia ad una solidarietà di classe che spesso porta a forti contestazioni nei riguardi degli adulti.
Questa solidarietà di classe, mista a contestazione, si manifesta spesso in quella che viene chiamata "crisi di originalità". L'adolescente sceglie per il suo comportamento condotte che lo distinguano da tutti gli altri, ma la sua attenzione è a tutto ciò che può distinguerlo dagli adulti.
(Fonte: Wikipedia-Adolescenza)
Durante l'adolescenza, i giovani della società occidentale incontrano notevoli difficoltà nell'affermarsi e possono dare un significato diverso alla loro esistenza, attraverso condotte devianti o criminali. E' un momento cruciale nel quale il soggetto si trova in una situazione fortemente conflittuale tra ciò che egli desidera e ciò che la società si aspetta da esso.

E' un periodo dove inizia a formarsi la coscienza di se e iniziano relazioni umane più mature, capaci di dare esaltazione o tremende delusioni, vissute spesso in maniera esagerata o irrazionale.
L'adolescente, soprattutto oggi, è forte della sua "fisicità adulta" ma nel contempo debole nella sua maturità psico-sociale. Spesso viene visto come un deviante, solo per il modo di vestire, di acconciare i capelli, di bucarsi orecchie, naso ecc… Le critiche della società in generale o, peggio, dal gruppo sociale più vicino come la famiglia, non sono certo un bene, atteso che possono essere vissute come un etichettamento, facendone derivare veri e propri comportamenti devianti.
Parlando dei giovani in generale, il contesto socio-culturale è le frequentazioni sono assai importanti.
Le preoccupazioni dei genitori sul tipo di compagnia frequentato dai propri figli (adolescenti o poco più), non sono poi così del tutto infondate. Bazzicare con individui dediti alla delinquenza, all'alcol, alla droga ecc… possono determinare la condivisione di valori devianti ma tali da far sentire importante e considerato il giovane in un determinato ambiente.
Se a tutto questo si aggiunge la mancanza di altri modelli di riferimento educativi "sani" (la famiglia in primis), la svolta criminale diviene probabile.
La maggior parte dei giovani, fortunatamente, pur sperimentando quotidianamente un contesto sociale che offre strumenti di supporto e di sostegno alla loro crescita spesso insufficienti, non si rifugia in comportamenti di violenza (o di devianza in genere) ma tende a sviluppare comunque l'accettazione della struttura sociale in cui vive e si muove.
In alcuni casi però, talvolta a seguito di dinamiche complesse e di difficile valutazione, le medesime situazioni si traducono in contesti di disagio giovanile e in comportamenti ad esso correlati: l'abbandono scolastico, un consumo di droga e di alcol occasionale e abituale; il bullismo, varie forme di crimine contro il patrimonio, i comportamenti violenti e i comportamenti autodistruttivi suicidari.
(Spunti attinti da: www.poliziadistato.it)



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