Amore finito? Consigli utili - Dott. MASSIMO BLANCO & PARTNERS - Studio di Neurosociologia e Criminologia - Milano

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Amore finito? Consigli utili

Ricerche > Relazioni sentimentali


Una delle sfide della vita più ardue da affrontare e difficili da superare, è l’abbandono da parte del partner. Con frasi del tipo "Non ti amo più" o, peggio, "Non ti amo più ma ti voglio un bene dell’anima" oppure, ancora, se il partner è proprio perfido, "Non ti amo più ma resterai l’amore più bello che abbia mai avuto" (R. "E allora perché mi stai lasciando?? Brutto/a … !"), c’è uno dei due che decide di ritirare una promessa che avrebbe dovuto superare gli oceani del tempo e perdurare anche dopo la morte. Va un po’ meglio a chi se l’aspettava e aveva realizzato che il rapporto si era oramai spento. L’unico rimpianto, in tal caso, è quello di aver lasciato all’altro la "soddisfazione" di aver preso la decisione. Purtroppo, però, quasi tutti gli amori terminano con uno dei due che, per le più svariate ragioni, non prova più quell’immenso sentimento di cui andava tanto fiero e non gliene è rimasta nemmeno una goccia per tentare di riaccendere la fiamma.
Ciò premesso, quindi, quando si è stati lasciati, che fare? Questa domanda sarebbe meglio porsela già da single, in modo da avere preventivamente una sorta di "kit" di pronto soccorso da abbandono sentimentale. Fare questo tipo di lavoro preventivo, quando si è ancora single, può sembrare roba da paranoici, ma se pensiamo a quanto ci ha fatto star male la nostra ultima delusione, forse è il caso di mettere da parte qualche strumento di "cura" della sofferenza d’amore nel caso malaugurato in cui dovesse ricapitare un abbandono sentimentale.  
Dal punto di vista psicologico, essere lasciati dalla persona amata di norma
equivale al trapasso improvviso di una proprio caro. In pratica, ci si trova a vivere un vero e proprio lutto che prima si inizierà ad elaborare e meglio sarà per noi. Infatti, in queste circostanze, molte delle funzioni fisiologiche del nostro corpo vengono alterate da una tempesta emozionale di vasta portata che incide sulle funzioni vitali dell’organismo, mettendo a rischio anche la nostra salute. Quindi, più durerà la fase di elaborazione del lutto, maggiori saranno i rischi di ammalarsi. E’ molto importante sottolineare questo aspetto in quanto, in certi momenti, non c’è in gioco solo la nostra felicità ma anche la nostra vita. Inoltre, le conseguenze dello stress emotivo, cioè la malattia, potrebbero manifestarsi anche a distanza di anni rispetto all’evento nefasto. In taluni casi, sembra si possano sviluppare addirittura delle importanti patologie come la sindrome da stress post-traumatico (PTSD), perciò, in certe situazioni, dovremmo prenderci cura di noi anche se ci sentiamo morire dentro. Infine, è bene pensare che la nostra vita continua e che sarebbe forse il caso di farci trovare in salute dalla prossima persona che ameremo. Quella giusta, naturalmente!
Fatte le doverose premesse, qui di seguito fornirò alcuni consigli utili per iniziare a curare la ferita d’amore, tutelare la salute e orientarsi al futuro che ci sta aspettando.
Al fine di rendere la lettura più scorrevole, il mio discorso sarà verso una "vittima" d’amore femminile. Non me ne vogliano i signori "maschietti".

Innanzitutto sarebbe bene che tu dica al partner tutto (ma proprio tutto!) ciò che pensi di lui e della sua decisione. Quando non lo vedrai più perché sarà definitivamente chiusa la questione, non avrai da rimuginare niente dentro di te e ti sentirai libera. Ne gioverà anche la tua autostima. Se gli dovessi "vomitare" addosso qualcosa di cui, in seguito, potresti pentirti, ci sarà il modo di scusarti quando sarà passata la rabbia. Prima pensa a te! Inoltre, non badare a quel che dicono alcune "somme" filosofie New Age del tipo "bisogna amare la persona che ci ha lasciato sotto forme più elevate". Saremo anche esseri spirituali ma rispondiamo a delle leggi biologiche ben precise a cui non possiamo sottrarci. Prima pensiamo al nostro organismo di carne e ossa, poi potremo decidere, eventualmente, di elevarci con lo spirito.  


Evita di chiuderti in te stessa. Ricorda che ciò che non si esprime si imprime dentro di te,
negli angoli più profondi e nascosti della tua mente. Se non esprimi, prima o poi crollerai, anche a distanza di anni dal dolore acuto, perché la ferita invisibile impressa nel tuo animo non sarà mai guarita. Scegli una o più persone con le quali potrai condividere il tuo dolore, ricordando che un dolore condiviso è un dolore diviso. Dovranno essere delle persone di cui ti fidi, obiettive e con le quali puoi piangere e disperarti liberamente senza sentirti giudicata come individuo debole e senza carattere. Persone, insomma, che sanno guardare dentro di te e non solo fuori.

Evita di avere a che fare con le classiche persone dalle frasi di circostanza, del tipo "Sei una bella ragazza. Stai tranquilla perché ne troverai un altro che ti ama davvero!". Evita possibilmente anche genitori o persone a te molto vicine le quali, per sentimento iperprotettivo, annebbiate dalla rabbia, potrebbero iniziare a denigrare il tuo ex o farti notare le loro formidabili doti di veggenti: "Lo sapevo che era un poco di buono!" . Questo tipo di "solidarietà" non fa altro che peggiorare il tuo stato d’animo.

Piangi tutte le lacrime che puoi. Piangere aiuta a scaricare la rabbia e il dolore che hai dentro. Piangere non è sinonimo di debolezza. Scientificamente, il pianto emozionale è un sistema del nostro organismo che ci permette naturalmente di scaricare all’esterno le tossine accumulate con lo stress emotivo. Piangere ti aiuta a guarire la ferita dell’abbandono.

Impegnati in qualche attività fisica. Infatti l’organismo ha bisogno di scaricare le tensioni accumulate e "lubrificarsi". Un’attività fisica che sia una passeggiata, una pedalata, una corsetta o altri esercizi leggeri, aiuterà il tuo corpo a riequilibrare le sue funzioni e a farti sentire più viva, pronta a riprendere il tuo cammino di vita. Evita esercizi di meditazione o simili che possono andare a toccare corde emotive profonde. Questi esercizi andranno benissimo quando sarai uscita dal tunnel della delusione d’amore.

Evita le attività fisiche pesanti tipo body building, aerobica, boxe, spinning o altre che impegnano molto mente e fisico. All’inizio della seduta di allenamento ti sembrerà di aver scaricato tutta la tensione e starai meglio. Poi, però, la pagherai cara in termini di recupero, in quanto il tuo corpo è già provato dall’enorme carico di stress provocato dalla sofferenza. Ricorda che devi ridonare al tuo organismo "equilibrio" e non sottoporlo ad altro stress.

Evita le uscite con gli amici all’insegna di grandi bevute d’alcol o uso di sostanze stupefacenti come la cannabis. Gli effetti iniziali possono essere assai piacevoli e lenire la tua sofferenza, ma terminato l’effetto il tuo stato depressivo sarà peggiore di prima.

Passato qualche giorno dall’abbandono, prendi un foglio e una penna e scrivi ciò che pensi del tuo ex: lati positivi e lati negativi. Cosa non potevi tollerare in lui? Alla lunga sareste stati felici? Oppure i disaccordi sarebbero diventati la tomba del vostro amore? Scrivi cosa ti piaceva di lui e cosa non ti piaceva per niente. In seguito, da buon "ragioniere" della tua vita, fai una sorta di bilancio e analizzalo scrupolosamente. Ne trarrai ottimi spunti di riflessione che ti faranno vedere quel rapporto da un’altra prospettiva.

Se puoi, prenditi almeno una settima di vacanza e vai a fare un viaggio. Se non hai lapossibilità del viaggio, è meglio che tu continui a lavorare o fare le attività che ti portano fuori casa e a contatto con la gente. Mai chiudersi in casa in compagnia del suo fantasma!

Staccati, lascialo andare, inizia ad elaborare il lutto. Quando lui non c’era, vivevi lo stesso. Vivrai anche dopo, probabilmente molto meglio. "Lasciare andare" è quello che si fa anche con le persone care defunte. Come già detto, l’abbandono sentimentale, dal punto di vista psicologico, è molto simile al lutto.

Se lui ti ha chiesto di restare amici, di sentirvi ecc., è probabile che nutra un senso di colpa nei tuoi riguardi. Oppure è sinceramente affezionato a te. Ma questo poco ti importa: lui ti ha mollato ed ora tu devi pensare a te stessa e staccarti da lui. Restare amici e continuare a vedersi, infatti, potrebbero non costituire un problema sul piano razionale. L’incognita è la dimensione inconscia e, continuare a frequentarlo o sentirlo da amica, potrebbe alimentare in te una insana speranza di ripensamento da parte sua. Inoltre, dato che il tuo equilibrio psicologico non è dei migliori, potresti ritrovarti inconsapevolmente a fargli delle scenate incredibili, con successivi pentimenti, che ti faranno stare male. Se anche tu sei affezionata a lui e pensi che un futuro rapporto amicale sia possibile, fai in modo di trascorrere un buon periodo di "purificazione" emotiva senza di lui, né di persona, né per telefono, mail, chat o altre comunicazioni (non cito le lettere tradizionali, perché sono oramai metodi di comunicazione medievali).

In uno dei tuoi rarissimi momenti di lucidità dei primi giorni di sofferenza, se puoi, consegna il cellulare ad una persona di cui ti fidi (e che, possibilmente, se dovesse chiamare lui, non gliene dica quattro), e digli di custodirlo senza cedere a tue eventuali richieste di restituzione. Se non puoi consegnarlo a qualcuno di cui ti fidi, tienilo spento oppure lascialo fuori dalla tua vista. Il cellulare è lo strumento infernale che, nella tua mente, ti collega ancora a lui rendendoti schiava del suo fantasma.

Anche Internet, con le sue chat, i social network ecc. crea dei problemi. Rischi di
chiuderti nel virtuale e vivere lì dentro, perdendo tempo prezioso da dedicare alla vita vera. Ce l’hai una vita vera, tienilo a mente! Oltremodo, Internet e le chat sono una "scatola" dove chi soffre ama chiudersi per difendersi dal dolore. Il problema è che su Internet perdi davvero un sacco di tempo e quando spegni il pc (se ci riesci) sei più depressa di prima.


Se proprio non ce la fai a non smettere di sperare in un suo ripensamento, ricordati una cosa: non c’è nulla che tu possa fare se lui ha deciso. Le tue eventuali azioni di riconquista, qualsiasi esse siano, sarebbero inutili, ti farebbero spendere un sacco di energie (che servono per recuperare la tua salute) e potrebbero rivelarsi controproducenti, facendoti passare perfino per una stalker. Anche nell’ottica di un ripensamento, ci vuole comunque tempo. Ricordati bene quanto ti sto per dire: lui non ti ha scelto per il tuo bisogno d’amore, né per la tua scarsa autostima, né per le tue ossessioni, né per tutte le caratteristiche negative che potresti assumere nell’intento di riconquistarlo. Lui ti ha scelto, oltre che per il tuo aspetto, anche per la tua personalità. Quindi dimostrargli che, con o senza di lui, tu sei una donna con gli attributi che non si perde d’animo nemmeno nei momenti peggiori. Questo atto di forza, carattere e temperanza resterà scolpito nel cuore di lui e sarà la tua arma nel caso in cui si accorga di quel che ha perso. Inoltre, così facendo, spingerai al massimo la tua autostima e il tuo fascino. E chissà che tu non venga notata da un altro che ti farà girare la testa ("serendipità").

Dott. Massimo Blanco

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