Analisi Criminologiche - Dott. MASSIMO BLANCO & PARTNERS - Studio di Neurosociologia e Criminologia - Milano

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Analisi Criminologiche

Servizi


Le relazioni sociali iniziano nel momento in cui veniamo al mondo. Una volta attraversato il canale del parto, gli sguardi, i gesti, le azioni e le parole dei nostri genitori rappresentano le primissime interazioni sociali alle quali ne seguiranno una serie infinita di più articolate e complesse che plasmeranno il nostro cervello per il resto della vita. I termini "plasmare", "modellare" o forgiare si addicono incredibilmente a quel che avviene nel nostro cervello durante tutto il periodo di apprendimento ed anche in età matura, poiché il nostro cervello è "esperienza-dipendente", cioè si struttura in base alle esperienze che facciamo. Inoltre, la quasi totalità delle nostre azioni, da quelle più comuni come afferrare un bicchiere per portarlo alla bocca a quelle che coinvolgono la sfera emotiva, come sorridere di gioia, sono apprese per imitazione. Oramai la comunità scientifica non ha più dubbi: l'unico mammifero che apprende per imitazione è l'essere umano.
I caretaker (in genere i genitori) nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza sono lo "zoccolo duro" dell'educazione di ogni individuo benché, per il resto della sua esistenza, tutte le persone con le quali esso si relazionerà potrebbero offrire ulteriori modelli da imitare. Pertanto, l'educazione di qualsiasi bambino o adolescente deve passare attraverso modelli positivi che gli possono essere offerti anche al di fuori del suo contesto familiare.
Perché un soggetto diventa deviante o criminale? Le numerose ricerche ci dicono che la genetica può creare una sottile base per certi comportamenti ma che a giocare un ruolo fondamentale siano i modelli offerti durante la crescita e, quindi, nel corso delle fasi di maturazione del cervello. In sostanza, siamo tutti un prodotto delle nostre relazioni sociali e il nostro comportamento è determinato dalle esperienze sociali che hanno plasmato il nostro cervello, tant'è che autorevoli neuroscienziati, a seguito delle ultime scoperte, hanno cominciato a mettere in dubbio anche il principio del libero arbitrio.
In ambito criminologico, quindi, "prevenzione" diventa sinonimo di "educazione". Prevenire è possibile attraverso idonei percorsi educativi che permettano ai bambini, agli adolescenti ed anche agli adulti di formulare ipotesi alternative alla realtà sociale che essi vivono. Per quanto concerne le vittime di violenze e abusi, considerato che la maggior parte di esse manifesta delle lacune sul piano emotivo e relazionale, è importante che ricevano un pronto sostegno sul piano psicologico e, contemporaneamente, inizino un percorso di apprendimento di nuove ed efficaci strategie e competenze socio-comunicative che gli consentano di superare la barriera delle insicurezze sul piano personale e sociale.

Fondamenti di Neurosociologia
Il primo manuale italiano

La neurosociologia è una neuroscienza emergente che si propone di rendere applicabili le odierne conoscenze sul sistema nervoso nei campi dell’educazione, della devianza e della salutogenesi.
Nel manuale vengono analizzate le strutture e le funzioni del cosiddetto “cervello sociale” in relazione all’apprendimento, al comportamento e al benessere psicofisico dell’essere umano, nonché i risvolti neurofisiologici derivanti dallo stile di vita che caratterizza l’odierna società occidentale.

Autore: Massimo Blanco
Edizioni Primiceri, Padova
 
BLANCO & Partners sas - P.I. 03841690963
Torna ai contenuti | Torna al menu