Ansia e cervicale - Dott. MASSIMO BLANCO & PARTNERS - Studio di Neurosociologia e Criminologia - Milano

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Ansia e cervicale

Ricerche > Stress, Ansia e Somatizzazioni


Con il termine "cervicale" ci si riferisce ad un qualsiasi disturbo che interessa le sette vertebre cervicali che danno sostegno alla testa permettendogli di compiere movimenti rotatori, flessori ed estensori. A questo tipo di problema meccanico in genere si associano altri disturbi quali vertigini e "crisi vagali". In pratica, a causa dell’irrigidimento dei muscoli del collo e alla compressione dei nervi, soprattutto del nervo vago, si possono manifestare abbassamento della pressione arteriosa, diminuzione della frequenza cardiaca, riduzione del calibro bronchiale, sudorazione, aumento della salivazione e delle secrezioni gastriche, problemi intestinali e nausea.
I soggetti molto ansiosi, in certi periodi, lamentano la maggior parte dei sintomi sopra descritti, imputando la causa di essi alla "cervicale". In realtà, in assenza di esami diagnostici precisi, è assai difficile distinguere un disturbo da cervicale da un disturbo correlato all’ansia, in quanto la sintomatologia è praticamente la stessa.
Sono assai frequenti i casi in cui, nel paziente molto ansioso che lamenta la cervicale, non venga riscontrata nessuna patologia che interessa il rachide cervicale. Così come sono altrettanto frequenti i casi in cui il paziente molto ansioso, che ha effettivamente un problema al rachide (ad esempio piccole protusioni discali), smetta di avere disturbi quando attraversa un periodo di maggiore serenità.
In realtà, in assenza di patologie a carico del rachide cervicale, i disturbi della cervicale possono essere dovuti semplicemente a posture errate come stare con la testa china sul pc, reggere la cornetta del telefono con la spalla, dormire supini con un cuscino troppo alto ecc. Inoltre, i periodi di forte stress, unitamente alle posture errate, portano involontariamente a contrarre le spalle e i muscoli del collo, causando l’infiammazione del nervo vago che porta a disturbi quali senso di svenimento, brachicardia, fame d’aria, mal di pancia, aerofagia, difficoltà digestive ecc.
Pertanto, quando si sospetta di avere la cosiddetta cervicale, è bene rivolgersi al proprio medico curante il quale prescriverà gli esami (risonanza magnetica) finalizzati ad accertare la presenza di eventuali patologie a carico del rachide cervicale. Nel caso in cui il responso fosse negativo o nel caso in cui si evidenzi una patologia lieve a carico del rachide cervicale (es. protusioni), esistono rimedi poco invasivi e molto efficaci quali l’osteopatia e la ginnastica posturale, nonché semplici esercizi di stretching che riducono le tensioni, favorendo una maggiore mobilità del rachide cervicale e riducendo la compressione del nervo vago.

Dott. Massimo Blanco

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