Attacco di panico: cosa fare e cosa evitare di fare - Dott. MASSIMO BLANCO & PARTNERS - Studio di Neurosociologia e Criminologia - Milano

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Attacco di panico: cosa fare e cosa evitare di fare

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Quando l'ansia supera una certa soglia e senti che l'agitazione sta prendendo il sopravvento, lasciati andare, rilassati ed evita di controllarti. Ripeti mentalmente, o a bassa voce, "Io sto bene", magari scandendo le parole e usando un tono delicato e amorevole. In questo modo permetterai al tuo Sé adulto, maturo, razionale ed esperto, di prendersi cura del Sé bambino che ha paura, in una relazione di serena armonia, priva di giudizio.
Sii consapevole che l'attacco di ansia acuta (o di panico) è dovuto al fatto che sei troppo carico/a emotivamente. Ti sarà successo altre volte, no? Quindi, sii forte della tua esperienza e poniti verso ciò che sta accadendo come un adulto che si prende cura del suo bambino (bambino interiore = cervello primitivo).
Può funzionare anche il metodo del "lasciarsi andare al peggio", dicendo a sé stessi "Fai di me ciò che vuoi".

Perché è necessario evitare di tenere il controllo e lasciarsi andare?
Perché resistere agli attacchi di panico serve solo a produrre maggiore paura e a caricare ulteriormente i circuiti del cervello che stanno mettendo in campo una difesa verso un pericolo inesistente. Lasciare il controllo, ripetere che si sta bene o rassegnarsi al peggio, invece, sono comportamenti che generano rilassamento psicofisico e bilanciano l'attivazione di allarme del cervello primitivo. In pratica, combattere l’attacco di panico significa dargli maggiore forza. Lasciarsi andare, invece, fa in modo che l’attacco di "sgonfi".

Perché parlare a noi stessi?
Una comunicazione corretta con noi stessi (ed anche con gli altri) è fondamentale per il benessere psicologico, poiché, attraverso le parole e i pensieri coscienti, possiamo gestire il cervello irrazionale. Infatti, quest’ultimo registra di continuo tutto ciò che sente, compreso ciò che sente da "dentro". In questo caso, registra il nostro dialogo interiore grazie al quale possiamo fornire chiare ed inequivocabili indicazioni al nostro cervello primitivo: "Io sto bene".

Durante un attacco di ansia acuta o di panico, se puoi, apri le finestre oppure vai in un luogo aperto. Se fa caldo, cerca l’ombra e mettiti tranquillo/a. Se sei con qualcuno di cui ti fidi, condividi con esso/a il tuo disagio senza troppi problemi. Se è una persona davvero fidata, essa capirà. In caso contrario, evita di condividere il tuo disagio con altri e stai sereno/a. Dal punto di vista organico, lo sai che stai bene e sai che è solo un falso allarme. Se ti va, puoi anche telefonare ad una persona cara. Parlare con qualcuno mette da parte l'ansia per fare posto ad altri pensieri, magari poco interessanti ma utili per "cambiare canale".
Se hai una sciarpa, una cravatta, una cintura o vestiti che ti costringono il corpo, allentali. Slaccia anche le scarpe. Più ti sentirai libero/a, meglio sarà.
Se te la senti, puoi anche dedicarti ad una attività leggera che ti distrae.
Le pulizie di casa, stirare, mettere in ordine i libri o altre attività che impegnano mente e corpo, sono validi mezzi di "trasferimento" del pensiero su altri binari diversi dall'ansia. A volte aiuta anche la TV, ma evita telegiornali o film e telefilm d’azione, in quanto molto poco adatti alla situazione di allarme del tuo cervello primitivo. Se decidi di accendere il pc, guarda un video che ti distrae ed evita di girovagare alla ricerca delle più improbabili patologie.
In alcuni casi, gli attacchi di panico sono causati da una estrema rigidità e da una marcata inclinazione al "controllo" di sé stessi e delle situazioni. In questo caso, muoviti, gesticola, urla, grida, piangi, batti i piedi e liberati una buona volta.
L’importante è che continui a dare le giuste indicazioni al cervello primitivo: "Io sto bene".

Perché l'ansia acuta e l'attacco di panico non vanno combattuti?
Combattere e resistere all'ansia negativa o all'attacco di panico, provoca una sorta di attivazione della difesa anche sul piano cosciente. In pratica, combattere significa comunicare al cervello primitivo: "Il tuo allarme è fondato!". Così facendo si potenzia l’effetto dell’allarme e si amplifica il panico.
Inoltre, é bene evitare di negare di avere un attacco di panico. Infatti, questo modo di fare potrebbe amplificare la paura, in quanto il cervello primitivo non sente più il contatto con la mente razionale e tende ad aumentare i livelli di allarme.
L’attacco di panico, oltre che l’aumento della frequenza delle pulsazioni cardiache, di norma provoca anche la cosiddetta "fame d’aria". Aumentare il ritmo della respirazione o cercare di fare dei grandi respiri che "soddisfano" la fame d'aria, produrrà iperventilazione ed un peggioramento della situazione. Invece, tu, lascia andare. Perché di aria ce n’è abbastanza e quella che respiri è più che sufficiente per le tue funzioni vitali. L’organismo, per il principio dell’omeostasi, torna sempre in equilibrio, quindi lascia fare ad esso il suo lavoro ed evita di sforzarti di fare e controllare qualcosa che il tuo corpo sa già fare molto bene.

Dott. Massimo Blanco

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