Psiche e sindrome premestruale - Dott. MASSIMO BLANCO & PARTNERS - Studio di Neurosociologia e Criminologia - Milano

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Psiche e sindrome premestruale

Ricerche > Stress, Ansia e Somatizzazioni


Sono diverse le donne che, in prossimità dell’arrivo delle mestruazioni, lamentano sintomi psicofisici assai fastidiosi o che persino compromettono anche le più banali attività quotidiane.
La sindrome premestruale (PMS) consiste in una serie di disturbi dell’umore che vanno dalla depressione ad un senso di ansia e agitazione. Questa condizione, secondo le statistiche, è una caratteristica del ciclo mestruale nel 75% delle donne in età fertile. Essa può manifestarsi con diversa intensità e, in taluni casi, assume le sembianze di una vera e propria patologia denominata "disforia premestruale" che ha un'incidenza relativamente bassa. Infatti è molto più comune che uno stato preesistente di ansia possa incidere negativamente sul ciclo (con irregolarità dello stesso e/o amenorrea) e portare ad avere disturbi psicosomatici che possono essere confusi con la disforia premestruale, in quanto la sintomatologia, in certi casi, è molto simile.

L’aumento dell’ansia e della depressione (anche associate) è dovuto alle variazioni ormonali che si verificano nella fase premestruale le quali causano una minore disponibilità di allopregnanolone, un neurosteroide attivo per i recettori del sistema GABEergico che è un apparato che regola l’ansia e il tono dell’umore. Inoltre, sempre in fase premestruale, si rileva una minore concentrazione di serotonina, anch’essa coinvolta nella regolazione del tono dell’umore.
Così, venendo a mancare una efficace azione antiansia e di "tonificazione" da parte delle sostanze prodotte naturalmente dall’organismo, è facile che si possano determinare agitazione, ansia, demotivazione, stanchezza fisica e disturbi di vario genere della sfera psicosomatica.
Ritornando al campo della "patologia", cioè della presenza o meno di una disforia premestruale, è consigliabile rivolgersi al proprio ginecologo che deciderà sugli accertamenti (anche di tipo psichiatrico), mentre per quanto riguarda la sindrome premestruale si può fare riferimento alla classificazione stilata dalla "ACOG" (Associazione Americana dei Ginecologi e degli Ostetrici), secondo cui la diagnosi può essere effettuata quando il soggetto riporta uno o più sintomi psicofisici durante i cinque – sette giorni che precedono il ciclo negli ultimi tre mesi.

Elenco dei disturbi psicofisici e comportamenti relativi alla fase premestruale
(uno o più sintomi presenti per tre mesi consecutivi nei 5 – 7 giorni che precedono le mestruazioni):

  • Depressione

  • Scoppi di collera

  • Ansia

  • Irritabilità

  • Confusione

  • Ritiro dalla vita sociale

  • Mastodinia (dolore significativo al seno)

  • Meteorismo

  • Cefalea

  • Ritenzione idrica (mani e piedi)



La diagnosi andrà effettuata unitamente alle seguenti considerazioni:

  • I sintomi scompaiono entro il 4° giorno del flusso e non ricompaiono fino ad almeno il 13° giorno;

  • Il soggetto non fa uso di terapie farmacologiche, di alcool o droghe;

  • Il soggetto vede compromesse le sue normali attività sociali.


Ai fini di una corretta diagnosi, soprattutto se si è in presenza di ansia o depressione indipendenti dal ciclo mestruale, la paziente dovrà rivolgersi al proprio ginecologo unitamente allo specialista che, eventualmente, la sta seguendo sotto il profilo psicologico.

Dott. Massimo Blanco

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